Oggi ti parlo di due strade e di quel bivio in cui ci troviamo tutti (marketer e imprenditori), prima o poi.
Nel marketing puoi scegliere se essere una rockstar o un monaco zen.
Puoi diventare il fuoco d’artificio che esplode e incanta, o la fiamma che arde piano ma non si spegne.
Sì, forse ho romanzato un po’ troppo. Ora ti spiego.
La prima volta è successo qualche anno fa: stavamo lavorando a una campagna per un brand con un posizionamento serio, autorevole, fondato su evidenze scientifiche.
Avevamo tutto sotto controllo: visual d’impatto, headline ben studiate, un funnel solido. Le metriche erano buone. Le vendite arrivavano.
Ma qualcosa mi lasciava perplessa.
Continuavo a vedere intorno a noi una comunicazione che funzionava perché si abbassava, non perché elevava.
Brand che macinavano interazioni con meme, linguaggi forzatamente ironici, format leggeri. E funzionava, per carità.
Il problema non era quello che funzionava per gli altri, ma quello che non rappresentava il brand per cui stavamo lavorando.
Quella è stata la prima volta in cui ho visto chiaramente il bivio: seguire il flusso di ciò che attira l’attenzione, anche se non ci appartiene, oppure restare fedeli a un’identità che parla meno ma risuona di più?
Da una parte c’era il marketing spettacolare: iper-performativo, sempre pronto a intrattenere, progettato per piacere a tutti.
Dall’altra, il marketing risonante: costruito per assomigliarti, anche a costo di perdere qualche clic lungo la strada.
E non è stata una scelta banale.
Perché quando vedi che il pubblico risponde meglio a contenuti superficiali, l’istinto è quello di cedere.
Ma poi ti chiedi: che tipo di relazione sto costruendo se parlo solo la lingua che funziona e non quella che mi rappresenta?
Il marketing risonante non è sempre il più appariscente, non sempre cavalca l’onda di ogni trend.
Però attenzione, è un marketing che resta. Non a tutti ma solo alle persone giuste: quelle a cui vogliamo vendere.
E, parlo per esperienza diretta, ti restituisce qualcosa che i numeri non misurano: la sensazione che stai facendo la cosa giusta.
Ti è mai capitato di sentirti così?
Quando vedo un brand che pubblica contenuti pensati, che lancia campagne coerenti con il proprio posizionamento, che sceglie di dire no a qualcosa perché è fuori tono, io lo riconosco.
Lo riconosco subito.
E penso: qui dentro c’è qualcuno che ha deciso di non farsi risucchiare.
Ora lo so che detto così sembra che sono pro marketing risonante e non condivido il marketing spettacolare, ma non è proprio così, è una questione di scelta.
Una scelta che riguarda chi vuoi essere nel mercato.
C’è stato un momento in cui hai sentito che il tuo marketing ti stava allontanando dall’essenza del brand?
Rispondimi a questa mail e parliamone.
Alla prossima,
Assunta🦄 P.S. Se questa newsletter ti ha fatto venire voglia di rivedere il claim di una campagna o riscrivere il testo della prossima ads, seguilo quel pensiero. Ti sta riportando a casa.




